LE ATTIVITA’

LE ATTIVITÀ DEI PUNTI DI ASCOLTO (D.P.REG. 280/2017, ART. 5)

1. I Punti di Ascolto accreditati offrono gratuitamente, a tutte le lavoratrici e i lavoratori che si ritengono colpiti nel proprio ambiente di lavoro da azioni e comportamenti discriminatori e vessatori protratti nel tempo, consulenza e sostegno attraverso:

  • Uno o più colloqui di prima accoglienza nei quali sono raccolti gli elementi principali del problema ed evidenziate le azioni già messe in atto per fronteggiarlo;
  • Un successivo percorso di approfondimento, individuato dall’equipe multidisciplinare sulla base di un’analisi collegiale del disagio espresso, nel quale, attraverso colloqui con i professionisti dell’equipe, vengono ricostruite le dinamiche e rilevate le caratteristiche del disagio manifestato, suggerendo i possibili strumenti per fronteggiarlo.

2. Per lo svolgimento delle attività di cui al comma 1 ciascun Punto di Ascolto, a cura del personale di cui esso si avvale e secondo le professionalità, mansioni e i ruoli di ciascuno, provvede:

  • Ad acquisire il consenso informato delle lavoratrici e dei lavoratori che vi si rivolgono relativamente al trattamento dei dati personali, in particolare informando gli stessi sull’obbligo di referto che cade in capo agli esercenti una professione sanitaria;
  • Ad utilizzare in modo conforme le “schede percorso” e gli altri materiali di supporto adottati, con propria determinazione, dal Gruppo di lavoro tecnico di cui all’articolo 4 della legge anche in condivisione con le equipe multidisciplinari dei Punti di Ascolto accreditati, e periodicamente aggiornati in base all’evoluzione delle evidenze scientifiche nelle diverse discipline.

3. Le attività di sostegno e aiuto nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori effettuate dal Punto di Ascolto:

  • Si qualificano come mera consulenza e non contemplano terapie psicologiche e mediche né assistenza legale in contenzioso;
  • Non contemplano la possibilità o il potere di contattare autonomamente i datori di lavoro per instaurare processi stragiudiziali di soluzione dei conflitti, ma sono piuttosto orientati ad accompagnare le lavoratrici ed i lavoratori ad interessare del problema le strutture pubbliche competenti in materia di vigilanza, prevenzione e sicurezza sul posto di lavoro, l’INAIL, i Consiglieri e Consigliere di parità e gli altri organismi di garanzia operanti sul territorio.